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Oro digitale o scommessa? Bitcoin, cicli e memoria selettiva

Pasquale Tribuzio
  • February 20, 2026
  • 3 min read
Oro digitale o scommessa? Bitcoin, cicli e memoria selettiva

Curioso come le definizioni cambino insieme alle quotazioni.

Quando saliva, Bitcoin veniva descritto come:
“Una riserva di valore.”
“Un buon investimento.”
“Il nuovo oro.”

Poi arrivano tre mesi negativi.
E improvvisamente diventa:
“Solo un numero sul computer.”
“Pura speculazione.”
“Non ha fondamentali.”

Quando sale è oro digitale.
Quando scende è un esperimento.

Forse il punto non è stabilire cos’è Bitcoin.
Forse il punto è capire se stiamo valutando lo strumento… o l’umore dell’ultimo trimestre.

Dopo aver raggiunto un massimo storico in area 120.000 dollari, Bitcoin ha perso circa il 50% in tre mesi.

Un movimento che sui mercati azionari sarebbe considerato drammatico.
Nel mondo cripto non passa comunque sotto silenzio.

L’indice di Paura e Avidità del mercato cripto ha recentemente toccato livelli di “paura estrema”, segnalando un cambiamento netto del clima di mercato.
Ma l’umore segue il prezzo. Non lo anticipa.

Ciclo dell’Halving

Le previsioni restano tra le più divergenti: c’è chi ipotizza scenari estremi fino all’azzeramento, e chi parla di un semplice ciclo quadriennale legato all’halving, l’evento programmato che, circa ogni quattro anni, dimezza la nuova offerta di Bitcoin immessa sul mercato.

Storicamente si è osservata questa sequenza:

  • Fase 1: 12–18 mesi di forte apprezzamento post-halving
  • Fase 2: picco ciclico
  • Fase 3: correzione significativa

Cicli storici e drawdown (massimo calo) post-picco

Fonte: Nasdaq.com — “Will Bitcoin keep falling after its 50% decline or is it time to buy? History offers a clear answer”.


Si nota facilmente che le fasi di euforia sono state seguite da cali drastici tra il -77% e -87% rispetto ai massimi ciclici.

Non è una legge matematica. Ma è una ricorrenza storica.

La correzione attuale (2026, -50%) è significativa, ma ancora inferiore in intensità rispetto alle precedenti fasi post-picco.

Questo non implica che debba replicarne l’ampiezza. Ma aiuta a contestualizzare.

Bitcoin resta un asset strutturalmente volatile. Volatilità significa potenziali rendimenti elevati.
Ma anche perdite profonde e prolungate. Il punto non è la volatilità in sé. È la compatibilità con il proprio orizzonte temporale.

Se un investitore ha un orizzonte di 6–12 mesi, un asset con storici drawdown significativi non è un investimento: è una scommessa.

Cosa è cambiato questa volta?

Qui entra una variabile nuova.

Wall Street e gli investitori istituzionali sono ora acquirenti di criptovalute.

Il lancio degli ETF spot su Bitcoin all’inizio del 2024 negli Stati Uniti ha reso molto più semplice per fondi pensione, asset manager e investitori istituzionali acquistare e vendere Bitcoin in modo regolamentato.

Inoltre, persino il Governo Usa  detiene Bitcoin e altre criptovalute (provenienti da sequestri giudiziari e operazioni federali).

Di conseguenza: il mercato è più ampio, la liquidità è maggiore, l’accesso è più semplice, la legittimazione istituzionale è aumentata

Un mercato più profondo tende, in teoria, a ridurre la fragilità strutturale e può contribuire a sostenere il prezzo nel lungo periodo.

Questo non elimina la ciclicità. Ma modifica il contesto rispetto al 2013 o al 2017.

Inserirlo in portafoglio?

Può avere senso, ma come parte marginale di un’allocazione diversificata. Non come pilastro.

Personalmente lo considero come una spezia: può arricchire il piatto, ma non in una quantità tale da comprometterne il sapore e l’equilibrio.

Ognuno può scegliere la dose che lo fa dormire sereno.

Perché le notti — serene o insonni — fanno parte di ogni percorso di investimento.

In fondo, la domanda non è se Bitcoin sia oro digitale o pura speculazione.

La domanda è un’altra: stiamo investendo con memoria storica… o con memoria selettiva?

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Pasquale Tribuzio
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Pasquale Tribuzio

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie. Ha lavorato presso la Banca d’Italia, con qualifica dirigenziale, occupandosi di attività di controllo interno e di vigilanza sulle banche e sugli altri intermediari finanziari. Scopri di più

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